OBBLIGAZIONI alla fine di un ciclo: basterà il sostegno della BCE e del QE?

29 Dicembre 2014 09:30

performance-mercatiSecondo molti il 2015 sarà l’anno della svolta. Non mi riferisco ad un eventuale “turning point” per l’economia. Sto parlando del mercato obbligazionario, un mercato quello dei bond che cambierà decisamente pelle. Un trend di crescita (guidato anche dai tassi in diminuzione quindi sonori guadagni anche in conto capitale) che per forza di cose (anche per semplici leggi matematiche, in quanto i tassi sono ormai a ZERO ovunque nel mondo occidentale) è destinato a frenare e progressivamente ad invertire.

Intanto però il 2014 ha dato il colpo di coda ad un trend che è durato circa 30 anni, un arco temporale dove il mondo obbligazionario, grazie anche a cedole generose, ha fornito costantemente ritorni importanti.

E il 2015? Beh, si prospetta un anno con ritorni molto vicini allo zero.
Intanto guardate il 2014. Facendo una media, il mondo “bond” ha sovraperformato il mondo equity. Solo in UK ed USA, le nazioni “pilota” per certi versi del ciclo di politica monetaria, hanno visto un azionario più tonico.

2014: azionario contro obbligazionario in una slide

obbligazioni-confronto-azioni-2014

E l’anno prossimo? Tanto per cominciare la FED “dovrebbe” cominciare ad alzare i tassi. Forse a fine giugno ma è presto per sputare sentenze. E poi in Europa ci sarà il QE? Vero anche quello ma facciamo attenzione. La storia insegna (USA): il mercato dei bond ha sempre performato bene PRIMA della partenza del QE, per poi sottoperformare proprio nel periodo degli acquisti. Questo perché il mercato aveva già scontato tutto. Un “remind” con questo grafico che ho pubblicato un po’ di tempo fa…

qe-performance-azioni-obbligazioni-usa

Sarà così anche in Europa? Intanto meglio tenerlo presente e poi, già lo sappiamo, dobbiamo essere pronti. Il 2015 sarà un anno decisamente più “ballerino” di questo monotematico e pilotato 2014. E non diamo nulla TROPPO per scontato. Proprio stamattina il buon Jens Weidmann è tornato a “tuonare” contro il QE. Strategia politica? Sicurametne si. Opposizione che può contrastare la volontà di Draghi ad andare avanti con il quantitative easing? Certamente no, La BCE ha già comunicato che non sarà necessaria l’unanimità per poter comprare titoli di stato dell’Eurozona.

“Mi irrita il fatto che nel dibattito pubblico ultimamente si senta solo una domanda: quando finalmente comincerete a comprare?”. Così Jens Weidmann, presidente Bundesbank e consigliere Bce, torna a criticare il quantitative easing in un’intervista a la Faz, invitando Francoforte a non cedere alla pressione dei mercati per il programma di acquisto di titoli di Stato. “Le banche centrali saranno responsabili per eventuali perdite e alla fine – sostiene – saranno i contribuenti a pagare”. (ANSA)

La solita storia che ormai conosciamo a memoria. Ma anche un avvertimento che è però condivisibile: il QE rischia di essere una manovra inutile e deleteria.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!). E se lo sostieni con una donazione, di certo non mi offendo…

InvestimentoMigliore LOGO

La tua guida per gli investimenti. Take a look!

 

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto.
Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se non ce l’hai o se non ti fidi più di lui,contattami via email (intermarketandmore@gmail.com).
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)