Perchè le obbligazioni sono un rischio e non un’opportunità

Il mio post di ieri ,che vi consiglio caldamente di rivedere sia nei contenuti che nei burrascosi commenti, dove si parlava dell’ipotesi che la FED partirà a dicembre col tapering ha scatenato un vero putiferio e quindi.. mi sembra giusto chiarire alcune cose.
Mi rendo conto che non tutti la pensiamo allo stesso modo, e meno male, almeno così ci si può confrontare, sempre con la consapevolezza che NESSUNO ha in mano la verità assoluta, tutti siamo mortali ed in buona fede.
Ma è anche vero che io ho scritto tante cose in passato e forse si fa un po’ di confusione. Ammetto inoltre che su certe cose ho un po’ aggiustato il tiro, soprattutto da quando ho dovuto “accettare” le nuove regole del mercato che io ritengo eccessivamente condizionato dalla politica monetaria e dalla politica in generale.
(… ) la correlazione tra lo SP500 e il bilancio FED. E’ impressionante il fatto che tra questi due grafici la correlazione ante 2008 era pari allo 0% (totalmente indipendenti) e oggi la correlazione invece è pari al 93%. E notate quando c’è stato il BOOM. Proprio ai minimi del 2008. E da allora è iniziata al festa dell’economia virtuale, o se preferite finanziaria. Anzi no, chiamiamola nel modo giusto: l’economia di carta. (…) (Source)
Un’economia dove però il denaro non circola. Ed infatti la velocità della circolazione della moneta continua a latitare.
Credo però che sia decisamente interessante farvi notare il crollo verticale della circolazione della moneta da inizio 2008, quando insomma è nata la crisi subprime. Ed è pazzesco se lo confrontiamo con la quantità di moneta offerta dalla FED e ovviamente con la borsa. Inflazione? Dove? Tranquilli, prima di parlare di inflazione ce ne vorrà ancora un po’… (cliccate qui per il grafico)

E sempre in quel post concludevo dicendo…
Siamo nel bel mezzo di una catastrofe finanziaria, un’economia di carta costruita diabolicamente dalla FED per creare ricchezza gonfiando asset.
Il sistema finanziario è stato salvato, ma si è voluto evitare una violenta correzione che sarebbe stata “naturale” post crisi subprime, con fallimenti a catena di banche ed imprese, e a ruota stati sovrani.
Morale: la finanza domina l’economia. E quindi quanto conta quest’ultima? Sicuramente molto meno di quanto stiamo pensando in questo momento. Ma allora in questa situazione, con la FED che stampa, ci dovremmo trovare con una iper-inflazione.
SBAGLIATO e lo dico per l’ultima volta. La FED stampa “in modo di dire” perché NON si produce nuova liquidità. La FED utilizza le riserve libere depositate dalle banche commerciali presso la banca centrale. Questo denaro viene riutilizzato per comprare asset. Ed ecco perché non è giusto dire che si stampa punto e basta. Tanti erano i dollaroni tempo fa e tanti sono ora.
Però si libera denaro. Ma che poi, come scritto sopra non circola.
Si, siamo in deflazione, o meglio in debt deflation, come si suol dire. Leggete cosa scrivevo nel 2010.
Altro che inflazione galoppante. Al momento lo scenario è esattamente opposto. Rischo deflazione evidente.
Per analizzare in modo chiaro questa situazione, andiamo a prendere la cosiddetta Inflazione core. Ma cosa è l’inflazione core?
Inflazione core che è l’ inflazione al netto dei beni dell’indice dei prezzi al consumo che presentano le più forti oscillazioni di prezzo verso l’alto e verso il basso.
Sul mercato inizia ad aleggiare un timore di forte rallentamento, l’ennesimo, che si porterà dietro fallimenti e riduzioni di scorte. Ma non solo. Se andiamo a parlare di tassi le previsioni, con questo scenario diventerebbero drammatiche. Si ragionerebbe con un T-Note (titolo governativo americano decennale) con rendimenti sotto il 2%. (Source)
E in questo quadro ovviamente non possiamo pensare, a livello ECONOMICO, di vedere dei tassi di interesse in aumento nei prossimi mesi. Anche se la Yellen pomperà ancora denaro? Si anche in quel caso, senza dimenticare che il quantitative easing è ovviamente il giochino che tiene in piedi il rally dei mercati. Cito I&M…
Tutto suona da vera “Mission Impossible” per una nuova era alla FED, già definita Yellenomics, (la derivazione da “Abenomics” è evidente e, notate bene, non è casuale).
Dicevamo, è la colomba tra le colombe. Infatti con lei sappiamo già a priori che la exit strategy sarà il più possibile, graduale e tardiva più che mai, anche se quella liquidità liberata (e non stampata, ricordatelo bene) al mercato è arrivata ai 2.074,205 miliardi di USD, una cifra “monstre” che ha influenzato in modo evidente NON l’economia reale (e l’inflazione) ma la finanza. Trappola della liquidità, insomma, in un circolo vizioso che ormai è diventato schiavo di se stesso. Anzi, meglio dire drogato dal quantitative easing. (Source)
Perché dove è finito tutto quel denaro pompato dalla FED? Nella finanza (e rieccola qui). E se molla il quantitative easing che succede? Tutti temono nel crollo del sistema. Ma allora esiste il QE infinito? Cito I&M…
Il mondo dell’economia è in trappola. La colpa è della finanza scellerata che ormai ha generato un circolo vizioso da cui difficilmente ne usciremo fuori.
E proprio quella finanza che ha immesso nel mercato una valangata di liquidità e che un bel giorno dovrà ritirarla. (…) Il fatto che la base monetaria degli Stati Uniti è ora 4,5 volte maggiore di quanto non fosse cinque anni fa e che i mercati finanziari siano ormai totalmente dipendenti da questi stimoli artificiosi, non preoccupa più di tanto gli economisti d’oltre oceano. Per certi versi sanno che più il tempo passa e più amplificano la difficoltà di una futura exit strategy. E ovviamente più pericoloso ed invasivo sarà qualsiasi misura presa per rallentare l’afflusso di droga monetaria, o ancor peggio una sua enebtuale interruzione. (…)Fateci caso. Ormai si vive il QE quasi come se fosse LA NORMALITA’. Ma dico io, allora perché non ci hanno pensato prima! Quanti problemi in meno ci sarebbero stati nella storia. E’ stata trovata al soluzione a tutti i problemi. (…) Il QE infinito NON esiste. La droga per l’infinito NON esiste. E più si tarda l’uscita e più l’impatto sarà pesante. Questo, signori, è la vera trappola della politica monetaria. Ne sono certo, i nostri figli la studieranno a scuola… (Source)
Il QE Infinito non esiste e quindi occorrerà partire prima o poi col tapering. Ma la FED usa come sempre la carota e il bastone. Alterna news di una tonalità fosca con altre positive. Proprio perché vuol rendere l’exit strategy il MENO traumatico possibile.
Ma veniamo quindi alle ultime notizie ed al post di ieri. Bullard parla di un inizio di tapering per dicembre. Secondo altre fonti è una boutade per tastare il polso. Ma ATTENZIONE… Qualcuno come sempre travisa. Ho parlato di tempistica? Ho parlato di importi?
In realtà il primo taper sarà simbolico e non potrà essere diversamente e poi…il processo sarà lungo e molto prudente. E quello che conta, ovvero i tassi, verranno alzati SOLO a fine ciclo sempre che prima non capiti qualche imprevisto. Quando quindi? Non prima (secondo me) del 2015. Ma oggi è presto per parlarne.
E allora se i tassi saliranno nel 2015, perché mai preoccuparci dei bonds?
Ed eccoci arrivati al momento che tutti forse si aspettavano e che volevano leggere. Come posso giustificare una correzione dei bonds con tassi che saliranno solo tra due / tre anni?
In realtà questa situazione l’abbiamo già vissuta a maggio. Ovviamente non erano protagonisti i bond “core” ma quelli emergenti. Secondo voi il deflusso di capitali dalle obbligazioni emergenti è stato guidato dai fondamentali? NO, è stata un’uscita di flussi finanziari. RIPETO, finanziari, l’economia non conta un piffero. Ma caliamoci nella realtà del mercato obbligazionario CORE.
Prima constatazione: il mercato obbligazionario, a queste quotazioni / rendimenti, secondo voi ha ancora spazio?
Seconda constatazione: vi siete resi conto che i flussi finanzairi sul mercato obbligazionario sono stati in tutti questi anni solo monodirezionali?
Se quindi progressivamente, in un mercato drogato dalla finanza verrà tolta la benzina per la continuazione di una crescita che ormai è giusta al capolinea in quanto NON c’è più spazio di salita, cosa accadrà al mercato obbligazionario? Quantomeno posso pensare che FORSE non salirà?
Ovvio, tutto questo è frutto di considerazioni personali, ma secondo me difendibili dalla mia teoria che ho sopra cercato di sisntetizzare e che, nel tempo, ho pubblicato sul post.
Ora sono pronto a ricevere tutte le Vs critiche, nella speranza che resti sempre un confronto costruttivo.
Questa intanto è la mappa delle performance delle varie asset class da inizio anno. I bond ancora non si sono mossi, malgrado tutto. Mi fermo qui.
STAY TUNED!

