PETROLIO: non basta congelare quando la produzione è ai massimi!

22 Febbraio 2016 11:30

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Che il petrolio fosse il grande protagonista del mercato per questo 2016 già lo si era capito nelle settimane passate. La decisione di “congelare” la produzione da parte di alcuni stati appartenenti all’OPEC (la slide in apertura spiega meglio) non sta certo indirizzando il prezzo del petrolio verso una discesa.
Congelare non significa non produrre più ma mantenere stabile la quota di estrazione. Insomma si impegnano a non aumentare la produzione. Ma non era proprio quello che si auspicava. Ci si aspettava un taglio netto, per dare un segnale forte indirizzato a voler intervenire non solo per tutelare le quote di mercato ma soprattutto per cercare di invertire la tendenza del prezzo del petrolio.
Per l’OPEC questo è “l’inizio di un processo che è molto difficile e che deve essere progressivo”. Sembra quasi che i paesi produttori non abbiano fretta. In realtà la questione è abbastaza più complessa. Non dimentichiamo inoltre che i quattro produttori coinvolti nel “congelamento di Doha” (Venezuela, Russia, Arabia Saudita, qatar) sono già vicini ai loro picchi massimi di produzione. E quindi qualcuno vuole spiegarmi dove sta lo sforzo di questi paesi?

“The four producers involved are already producing close to their peak,” said Miswin Mahesh, an analyst at Barclays Plc in London. “The freeze is the oil-market equivalent of calling for a cease-fire when they’re running out of ammo.” (BBG) 

Inoltre l’Iran ha fatto capire che, dopo tanti anni di isolamento, non ha intenzione di cominciare subito con una frenata. Quindi da parte loro ci sarà poca collaborazione. E sempre nel frattempo, eccovi un grafico interessante che vi illustra l’inventario della DOE (qui su scala invertita) ed il prezzo del WTI.

doe-inventory-vs-wti-2016

Scorte ai massimi storici. Lo vedete voi stessi. Siamo “sommersi” dal petrolio ed i produttori, al momento, non ci stanno mettendo l’impegno giusto per farlo ripartire. Brutto dirlo ma se non si fa qualcosa di più convincente, sarà molto dura per tutti, vista l’importanza e l’influenza che il petrolio ha sulla politica monetaria, economica e fiscale su scala globale. Oltre che su speculazione e sentiment.

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Danilo DT

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