PIL GLOBALE: il mondo frena e la Cina non convince

Pubblicato 9 Ottobre 2012 Aggiornato 7 Agosto 2014 18:10

Noi ne parliamo da tempo ma anche il Fondo Monetario Internazionale alla fine ci ha dato ragione. Il mondo è in frenata. Ma mentre negli anni passati, la frenata delle economie occidentali era “compensata” da una violenta accelerazione delle economie dei paesi emergenti, oggi qualcosa sta cambiando. Continua imperterrito il rallentamento delle economie di Europa e America, che complessivamente crescono molto meno che in passato. Ma anche l’Asia ed in primis la Cina non crescono più come una volta. Anzi, frenano proprio di brutto.
Il grafico qui sotto del Wall Street Journal spiega benissimo questo scenario.

TOKYO—The global economy risks skidding back into recession just three years after pulling out of the previous one, the International Monetary Fund warned, adding that fighting a renewed world-wide downturn will be much more complex than it was in 2009.

“Risks for a serious global slowdown are alarmingly high,” said the IMF’s World Economic Outlook report, which was released here Tuesday ahead of the fund’s annual fall meeting, its bleakest assessment of global growth prospects since the 2009 recession.

The fund expects the world economy to expand just 3.3% this year and 3.6% in 2013, as growth slows in nearly every major nation and political problems threaten recoveries in the U.S. and euro zone. That is a revision downward of 0.2 percentage point for 2012 and 0.3 percentage point from 2013 in its July forecast. (WSJ)

Certo, l’Asia frena ma di certo resta a crescita doppia se non tripla rispetto a molti paesi. Però questa sua frenata non può essere trascurata, soprattutto analizzando le dinamiche intermarket, come le tendenze delle materie prime e dell’Equity.
Senza poi dimenticare che sulla Cina resta il solito enorme dubbio.

Ma i dati di cui disponiamo sono veramente affidabili?

Come illustrato più volte in passato, proprio in Cina ci sono diverse “città fantasma”, (un esempio? A Chenggong ci sono più di 100.000 alloggi nuovi, mai abitati e sfitti… non si tratta di bolla immobiliare?) e molte volte i dati pubblicati lasciano un non so che di “amaro in bocca”, non convincono. Sono troppe le manipolazioni viste in passato, troppi i sotterfugi.

Io non dispongo assolutamente dei mezzi per verificare la bontà dei dati in uscita da Pechino (e credetemi, anche le più grandi case d’affari si trovano spesso in difficoltà). Permettetemi però , a questo punto, di fidarmi solo del mercato. La Cina è un grande importatore di Petrolio, Ferro, Rame, Alluminio…insomma di materie prime. Credo che in questa fase di debolezza economica globale, proprio le commodity possano essere un eccellente “cartina tornasole” per tastare il polso non solo alle economie occidentali ma anche a quelle asiatiche.

STAY TUNED!

DT

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