POLITICA COMMERCIALE USA: l’unica certezza è l’incertezza

15 Aprile 2025 08:55

Parliamoci chiaro: se cercavate stabilità e previsioni granitiche sulla politica commerciale statunitense, forse avete sbagliato decennio. O forse, semplicemente, avete dimenticato che la politica, specialmente quella commerciale e soprattutto quella a stelle e strisce, ama giocare a nascondino con le nostre aspettative. E ultimamente, sembra ci stia riuscendo benissimo.


Sebbene il grafico che abbiamo sotto gli occhi rappresenti l’Incertezza della Politica Economica Globale (World Economic Policy Uncertainty Index), è innegabile che le dinamiche USA giochino un ruolo da protagonista in questo scenario. Anzi, diciamocelo, spesso sono proprio loro a dirigere l’orchestra – o a stonare clamorosamente, a seconda dei punti di vista e dei giorni.

Guardando l’andamento generale dell’indice globale, notiamo un trend che definire “in crescita” sarebbe un eufemismo. Dalle crisi asiatiche e russe di fine millennio, passando per l’11 settembre, la crisi finanziaria globale, le tensioni sull’Eurozona, la Brexit, fino alle recenti elezioni USA e quel picco eloquentemente etichettato “Trump 2.0“, la linea dell’incertezza sembra puntare verso nord-est con una certa ostinazione. E l’incertezza sulla politica commerciale USA è una componente fondamentale di questa ascesa.


Ma cosa significa, in pratica, questa incertezza “made in USA” negli ultimi tempi? Significa navigare a vista. Significa che le imprese che dipendono dalle catene di approvvigionamento globali o che hanno forti legami commerciali con gli Stati Uniti (praticamente mezzo mondo, no?) devono pianificare strategie con la stessa fiducia con cui si affiderebbero a un oroscopo letto di sfuggita.

Le recenti discussioni su dazi commerciali (un classico intramontabile, pare), accordi commerciali in bilico, tensioni geopolitiche che si riflettono inevitabilmente sugli scambi (pensiamo alla Cina, ma non solo), e i cambi di rotta interni all’amministrazione americana contribuiscono a creare una nebbia fitta.

E perché dovrebbe interessarci tanto, al di là del fascino accademico? Beh, perché questa incertezza non è un concetto astratto. Si traduce in decisioni di investimento rimandate dalle aziende (“Aspettiamo di vedere che succede…”), in volatilità sui mercati finanziari (chi di noi non ha sentito un brivido lungo la schiena seguendo certe notizie?), in possibili pressioni inflazionistiche dovute a interruzioni o costi maggiori nelle supply chain, e in generale in un freno alla crescita economica globale.


Certo, potremmo abbandonarci al fatalismo e dire “è sempre stato così”. Ma l’intensità e la frequenza dei picchi di incertezza, come ben visibile anche nel grafico generale, sembrano suggerire che il gioco si sia fatto più complesso. Le interconnessioni globali amplificano gli shock, e la politica commerciale è diventata uno strumento geopolitico a tutti gli effetti.

SP500 vs VIX

Cosa aspettarci, quindi? Incertezza chiama volatilità. Significa difficoltà degli analisti a fare target di medio – lungo termine. Significa restare più liquidi. Significa che prende dominio il “mordi e fuggi” e domina l’AAT (Asset Allocation Tattica) mentre l’AAS (Asset Allocation Strategica) viene erroneamente messa da tutti un po’ all’angolo.

INVECE è proprio il momento di guardare oltre. Come i grafici suggeriscono, ci sono sempre dei cicli e quindi dobbiamo essere pronti per affrontare il prossimo ciclo, guardando “oltre” il momento di difficoltà noto a tutti. E lo stesso Trump lo sta dimostrando. Certi estremismi non esistono e si stanno dimostrando provocazioni generate con un secondo fine (e un discutibile modus operandi)

STAY TUNED!

Danilo DT

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