RALLY MERCATI: riparte il toro ma non è più il “mondo perfetto”
Seduta BOOM ieri in borsa. L’analisi intermarket l pubblicata ieri mattina stava proprio prevedendo un movimento di rimbalzo. Certo, non si poteva pensare un movimento così dinamico soprattutto a Wall Street. Una chiusura sopra il +2% è abbastanza una rarità per la borsa USA, un po’ meno per quella italiana. Ma in questo mercato la prima cosa che occorre fare è MAI sorprendersi e, piuttosto, adeguarsi.
La giornata di ieri è stata vissuta soprattutto nel segno dell’allontamento dello spauracchio della recessione. Infatti prima il Pmi manifatturiero di febbraio dell’Eurozona che si è attestato a 51,2 punti, leggermente migliore alle attese. E poi anche il dato sulle spese per costruzioni americane a gennaio che sono salite dell’1,5% a livello mensile, nettamente al di sopra delle attese degli economisti che si aspettavano un rialzo dello 0,5%. E a chiudere il Pmi manifatturiero Usa definitivo si è invece attestato a febbraio a 51,3 punti, al di sopra del dato preliminare a quota 51, ma in netto calo dai 52,4 di gennaio.
Insomma, quando il sentiment gira in positivo, tutto diventa bellissimo anche se forse non lo è, ma poco importa.
L’unica cosa certa è che a questo punto il mercato si aspetta MOLTO da Draghi la settimana prossima. Il mercato tonico è quasi un atto di fiducia che però deve essere ripagato. Oppure, se preferite, potrebbe anche manifestare il più normale “buy on rumors, sell on news”, visto che già oggi si scontano dei miracoli al meeting BCE.
E i fondamentali? Ne parliamo tutti i giorni. Il raffreddamento economico è netto e, anche se non sarà recessione piena, occorre cautela.
La stessa borsa USA resta a livelli molto, troppo elevati e a livello di Price earning esprime oggi multipli addirittura maggiori di quelli fatti registrare quando la borsa era ai massimi, mentre il P/E forward continua a rimanere sobra la media storica.
Ricordate cosa vi ho scritto qualche giorno fa?
Prima un bel rimbalzo e poi un nuovo temporale.
Ma vedremo se la fortuna mi assisterà in questa previsione.
E la fortuna sarà molto condizionata, come ben sapete, dalla BCE la settimana prossima e poi da FED e BOJ la settimana successiva.
Ma cosa possono ancora fare la banche centrali? Siamo onesti, ormai è evidente che la liquidità prodotta artificialmente non è più nemmeno efficace per i mercati finanziari se non alla psicologia degli investitori.
Inoltre la politica monetaria dei tassi zero ha artificialmente tenuto in vita aziende inefficienti, ma ATTENZIONE. Se prima l’ottenere finanziamenti e rinnovi delle linee di credito era diventato quasi facile, siamo ormai nella fase in cui rifinanziarsi sul mercato High Yield è sempre più complicato, malgrado la valanga di liquidità. Sia per colpa del crollo del petrolio ma anche a causa del rallentamento globale. Diventa matematico un aumento del tasso di default degli HY. Ma questa è la logica.Ma il mercato oggi, le logiche le sconta oppure no?
E poi la FED: so che quello che sto per dire è impopolare, ma state sicuri che la Yellen è più in difficoltà di quanto possiate immaginare.
Ricordate il tasso inflazione e ancor meglio il tasso Inflation swap forward 5y5y? Sulla carta non ci sono dubbi, la FED NON alzerà i tassi.
Si sta però generando un problema che non è di poco conto. Uno degli elementi più importanti che la banca centrale deve monitorare con attenzione sono i salari. Guardate questo grafico. Mettetela come volete ma è evidente che i salari stanno aumentando. Ed ecco il grande dilemma della Yellen.

Meglio “difendere” i mercati condizionati oltremodo dal petrolio ai minimi, cercando di tutelare i delicati equilibri globali, oppure conviene “giocare d’anticipo” e tutelarsi da un progressivo aumento degli stipendi, evitando di doversi poi trovare a gestire una spiacevole inflazione oltre la norma se poi, un giorno, il petrolio dovesse anche ripartire?
Insomma, carne al fuoco ce n’è tanta, e la cosa da fare è DARE NULLA per scontato. Se credete che sia “OVVIO” vedere un rimbalzo ed una ripartenza dei mercati, secondo il mio punto di vista vi state sbagliando. Dimenticate il “mondo perfetto”. Molti equilibri sono saltati e progressivamente la cruda realtà verrà fuori.
Allora si che bisognerà aprire il borsellino e far partire lo shopping.
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