WALL STREET: rimbalzo ma con moderazione

di Lukas
Pubblicato 11 Maggio 2015 Aggiornato 11 Maggio 2015 23:30

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GUEST POST – lo SP500 riacquista un po’ di forza e reagisce alla correzione di questi giorni. Ma risulta chiaro l’aumento della volatilità per il futuro.  Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, la vicende della scorsa settimana hanno reso molto chiaro ed evidente che le recenti tensioni registratesi su mercati finanziari internazionali non sono ascrivibili ad mutamento strutturale del mercato, ma  sono soltanto l’espressione di un benefico processo di riequilibrio e ribilanciamento delle quotazioni di alcuni asset finanziari, che, nei mesi scorsi, avevano manifestato valutazioni illogiche ed irrazionali. Lo scenario intermarket ha registrato, infatti, un nuovo lieve storno dello 0,5 % delle quotazioni del dollar index. Storno della valuta Usa che dura ormai da circa 2 mesi e che ha raggiunto quota 5,5 %, dopo circa un anno di forsennata rivalutazione. Allo storno della valuta Usa ha fatto da contraltare un apprezzamento nominale delle quotazioni delle commodities dello 0,7 %. Pertanto, in termini reali, si conferma che l’importante e strategico mercato delle commodities ha solo arrestato l’ingente down-trend degli scorsi mesi, e che le loro attuali quotazioni non minacciano le prospettive di crescita dell’economia globale. Il “processo di riequilibrio” si è invece manifestato con maggior forza ed intensità sul mercato obbligazionario. I rendimenti dei titoli decennali Usa, in settimana, sono infatti cresciuti di altri 4 bps, e risultano oggi pari al 2,15 %. Molto maggiori, invece, le variazioni registratesi sul bund tedesco, i cui rendimenti sono cresciuti di altri 18 bps, riportandosi a quota 0,55 %. Una crescita analoga, ricompresa tra i 18 ed i 20 bps, si registra, peraltro, in relazione ai rendimenti dei titoli di tutti gli altri Paesi dell’eurozona. Ciò conferma quanto avevamo, peraltro, già espresso ed evidenziato in passato, ossia che durante le fasi di attuazione del QE i tassi d’interesse tendono a crescere e non a diminuire, come illustrato nel seguente grafico.

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D’altronde l’obiettivo dichiarato del QE europeo è quello di riportare il tasso d’inflazione intorno al 2 %, è quindi del tutto logico e coerente attendersi un corrispondente rialzo dei rendimenti obbligazionari, ed una maggiore crescita economica.

Che trattasi di un sano processo di riequilibrio e non di un mutamento strutturale del mercato è peraltro testimoniato anche dagli accadimenti registratisi sui mercati azionari. Infatti, dopo un inizio di settimana molto nervoso ed incerto, tutti gli indici azionari hanno virato rotta, e chiuso l’ottava con il segno positivo. Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 16.309

Large Traders : + 8.379

Small Traders : + 7.930

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Anche questa settimana, si riconferma, quindi, la configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa in voga ormai da oltre sei mesi. In quest’ultima movimentata ottava, le movimentazioni dei diversi operatori risultano coerentemente molto superiori a quelle delle precedenti settimane, ossia pari a ben 17.525 contratti. In particolare, sia Small Traders che cedono 4.877 contratti long, che i Large Traders che cedono ben 12.648 contratti long, hanno preso davvero molta paura dalle turbolenze registratesi nelle ultime 2 settimane, riducendo di conseguenza le loro posizioni Net long a livello davvero esiguo, addirittura al limite dell’inversione. Per contro, come sempre accaduto negli ultimi anni, i Commercial Traders, ovvero le MANI FORTI del mercato, neppure stavolta hanno fatto mancare il loro decisivo sostegno ai mercati azionari Usa.  Acquistano infatti l’intero lotto dei 17.525 contratti long, dimezzando l’entità della loro precedente posizione Net short, e riportano tempestivamente serenità su tutti i mercati azionari internazionali. Le movimentazioni di quest’ultima settimana che evidenziano, da un lato, una sfiducia crescente dei grandi fondi d’investimento e dei traders, e dall’altro, un ferreo controllo del mercato da parte delle autorità monetarie, m’inducono a ritenere che anche le prossime settimane risulteranno molto incerte per i mercati azionari Usa e mondiali. Incertezza che rallenterà ulteriormente il già non entusiasmante trend rialzista dei listini azionari Usa, e che rende sempre più plausibile il mio target-previsione di 2.178 punti per l’S&P 500 alla fine dell’anno, ossia un incremento del solo 3 % dai livelli attuali.

Prospettive, dunque, moderatamente positive, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che, come ormai ben sapete, si propone di valorizzare l’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, individuato nelle pregevoli ricerche condotte dai professori Jegadeesh e Titman, ed i cui presupposti scientifici sono illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima difficile settimana, il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance annua pari al + 22,43 %, ancora inferiore, a differenza del biennio precedente, a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 23,55 %. Ciò, tuttavia, non ci fa venir meno la fiducia circa la bontà dell’ approccio teorico ed operativo utilizzato, anzi credo che nei prossimi mesi sarà proprio lo stock picking a fare la vera differenza nelle performance dei diversi operatori. Per ricevere maggiori dettagli sulle ricerche di Jegadeesh e Titman, nonchè sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono, se vogliono, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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