ZIRP e NIRP: in attesa del giorno del giudizio

14 Marzo 2016 09:55

zirp-nirp

Ormai dobbiamo farci il callo. E’ diventato quasi normale (The New Normal?) ritrovare un po’ ovunque una politica monetaria ultraespansiva delle banche centrali che si può catalogare come ZIRP (Zero Interest Rate Protocol) che poi degenera in NIRP (Negative Interest Rate Protocol).
E sappiamo altrettanto che, fino a quando le banche centrali appoggeranno questo scenario (ricordate, non sfidare MAI una banca centrale), sarà difficile vedere qualcosa di diverso o, se preferite, di più “normale”.
Un amico lettore mi segnala questi grafici e tabelle, apparse sul sito di Francesco Caruso, che bene sintetizzano lo stato dell’arte.

Tabella-zirp-nirpGrafico e Tabella: Rating e Tasso 10yr a confronto

Il grafico in apertura di post mette a confronto il rendimento dei bond a 10 yr con il relativo rating. La striscia in centro di colore azzurro rappresenta la “normalita’”. Qui a lato trovate invece la tabella con il rating e il rendimento.

L’obiettivo di questa analisi è farvi vedere come la logica sia lontana da quella che è la realtà. E soprattutto è importante vedere che paesi come Italia, Portogallo, Spagna ma anche nel suo piccolo la Grecia, oltre che il solito Giappone, sono lontani dal cosiddetto punto di equilibrio.

Come ho detto in apertura, fino a che c’è il supporto della banca centrale a sostegno della politica ZIRP o NIRP, lo scostamento artificioso regge. Ma poi? Che succederà quando le banche centrali decideranno di “mollare gli ormeggi” e limitare il loro sostegno, lasciando i titoli governativi al loro destino?
E quali saranno gli effetti sul mercato e, soprattutto per i paesi stessi? Non potrebbe addirittura succedere che ci si ritroverà in un quadro tale che bisognerà cercare di “consolidare” l’agreement per un periodo di tempo indeterminato, con delle politiche che, date in pasto oggi ai tedeschi, risulterebbero MOLTO indigeste?

Nessuno conosce il futuro e soprattutto quando si parla di banche centrali così espansive e creative, tutto si fa ancora più incerto, tanto che le stesse banche centrali ammettono a volte, tra le righe, di non sapere dove andranno a parare.

Morale: lo sappiamo benissimo, prima o poi tutto dobbiamo morire, ma prima della morte e meglio essere consapevoli di cosa potrebbe succedere e, se si riesce, cercare di schiviare, QUANDO sarà il momento, quelle pallottole che potrebbero anticipare dei tristi epiloghi ai nostri portafogli.
Chi ha orecchie per intendere….

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Danilo DT

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