Analisi intermarket: comandano i tassi di interesse, i Futures sui Fed funds e il QE (IV?)
Le borse stanno vivendo un momento di profonda difficoltà. La correzione ha colpito praticamente tutte le piazze azionarie. La percezione Se per molti risulta difficile poter avere una corretta interpretazione del mercato, grazie all’analisi intermarket è possibile dare una lettura decisamente migliore e più trasparente di quanto sta accadendo.
Andiamo con ordine.
Se dobbiamo partire dalle borse, credo non ci siano molte cose da dire. I post che ho scritto negli ultimi mesi con l’obiettivo di mettervi all’erta su cosa poteva succedere sono chiarissimi. Eccovi qui alcuni di essi.
LEVA FINANZIARIA: la bolla del credito globale non si ferma
L’Alfabeto della NUOVA ERA dei mercati finanziari ( e dell’economia)
Grafico SP500: cambia il quadro di fondo
E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare
SP500: alcune note su tendenza e qualità del rally
Ancora cattive notizie (e per questo vi chiedo scusa)
ITALIA: una spinta dal Dollaro USA debole non cambia lo scenario economico
MERCATI contro FED: cosa aspettarsi dal futuro?
Death Cross: anche la borsa USA inizia a dare segni di debolezza
ITALIA: un buco con le banche intorno (che non sono da meno)
Questo è un estratto dei post scritti non 10 anni fa ma nell’ultimo mese.
Quindi in ambito azionario, il rischio che qualcosa potesse capitare, era abbastanza noto a chi segue il blog. Ma cosa ha innescato la miccia? In effetti non è poi successo nulla di catastrofico in questi giorni. Ma i mercati hanno preso un pretesto bello e buono per fare partire una correzione mastodontica ed un take profit intensissimo e normale, dopo lo straordinario rally monodirezionale degli ultimi anni (ormai).
Gli indici di rischio, di cui ho detto IERI, sono subito lievitati la rialzo, facendo scattare una serie di meccanismi automatici che hanno fatto liquidare le asset class. Poi ovviamente, di contorno, sono state enfatizzate notizie che fino a qualche settimana fa erano considerate “di contorno” e che oggi invece sono considerate di primaria importanza, prime fra tutte i rumors su stress test e AQR.
Intanto però qualcosa sì è anche mosso sui mercati. E quel qualcosa parte come sempre (perché sia ben radicato) dalle commodity e dai tassi di interesse.
Come è noto, il petrolio sta collassando, sia per motivi economici (rallentamento/recessione) e sia per fattori politici. Lasciando da parte la politica, interessiamoci del rischio recessione, che porta con se ovviamente MENO consumi causa rallentamento globale. E quindi minor rischio inflazione.
Inoltre, nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un violento rally del Dollaro USA che ha portato il cross con l’Euro fino ad area 1.25. Il rafforzamento del Dollaro USA ha avuto un effetto drenante e quindi è stato come se la FED avesse già aumentato i tassi di interesse.
MA…la FED non doveva alzare i tassi?
Aggiungiamoci la Troika che rischia di essere cacciata dalla Grecia ed ecco che il cocktail è pronto. Si scatena il pandemonio.
a) scattano le prese di beneficio sui titoli di stato della Grecia (scatenando poi un rally ribassista anche a causa della mancanza di compratori)
b) crolla la borsa di Atene
c) effetto contagio di tutta l’area PIGS
d) le borse prendono la palla al balzo e partono violenti correzioni
e) il denaro viene messo al sicuro…ma dove? Ed ecco che il Bund torna “appetibile” e lo Schatz (BOT tedesco) va nuovamente a rendimento negativo
f) intanto, cosa MOLTO IMPORTANTE, oltre Oceano succede questo..
GRAFICO FED FUNDS (oggi e un mese fa)
Quanto detto prima si concretizza sulla curva dei tassi dei FED Funds. Come potete vedere, il mercato prevede che la FED non alzi più i tassi nel breve periodo, Quindi ecco la seconda parte della storia
g) I tassi di interesse negli USA non verranno alzati come invece temuto
h) Tornano copiosi gli investimenti sui bond USA che quindi fanno registrare un rally abbastanza inatteso. Molte case di investimento erano “scariche” e quindi hanno dovuto riportarsi quantomeno in neutralità
i) L’uscita di denaro dall’Europa verso gli USA influisce sul tasso di cambio. Il cross EUR USD gira al rialzo (a favore dell’Euro) e torna a quota 1.275
Intanto però c’è la percezione che, questa volta, non sia sufficiente un intervento delle banche centrali per fermare questo movimento correttivo. Ci vorrà qualcosa di più. Tanto per cominciare, in Grecia, più volte vista come una “storia da prendere come esempio” per come è stata gestita dalla Commissione Europea, visto il suo grande recupero (ma dove? La Grecia è alla frutta! Ma chi vogliamo prendere in giro?) qualcosa potrebbe nuovamente succedere. E se la Grecia va male, anche dall’altra sponda la Germania inizia ad essere preoccupata. Infatti Berlino, udite udite, è a rischio recessione.
Questa è l’occasione per rimescolare le carte e rifare l’Europa. Ma sarà veramente così? Oppure si deciderà di “cacciare” ( o meglio, farla uscire diplomaticamente) la Grecia dall’Europa creando un precedente, un passaggio da cui poi tutti gli altri stati potranno passare, creando il collasso dell’Euro?
La questione quindi, nel breve termine, è legata ai flussi finanziari in movimento verso gli USA. Ma nel medio termine è squisitamente politica. Intanto…
Ad allentare le tensioni, le parole del presidente della Fed di St. Louis, James Bullard secondo cui la Federal Reserve dovrebbe posticipare la fine del programma di acquisto dei bonds (QE) per fermare le aspettative di declino dell’inflazione. (WSI)
Il mondo si sta risvegliando dal caldo tepore del mercato unidirezionale (al rialzo) e si ritrova in una realtà che è cruda e spietata. Il sistema finanziario, tenuto in piedi non da riforme strutturali ma da una cosa decisamente meno solida, ovvero dalla FIDUCIA, inizia a scricchiolare. E si ritorna a ballare, rischiando di ritrovarci con una convergenza tra economia reale e finanza che farebbe scendere (e non di poco) i mercati finanziari. Nei prossimi giorni si capirà meglio dove si andrà a parare. Intanto però, tenete a mente le dinamiche sopra descritte. Potrebbero esservi utili per meglio capire cosa sta accadendo.
< Articolo apparso su PianoInclinato.it >
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