BCE pronta ad intervenire. Ma a che pro?
Come avrete letto in questo post, il tasso inflazione dell’Eurozona torna tecnicamente all’interno dell’area della cosiddetta deflazione. Un quadro di mercato che potrebbe anche essere positivo per i nostri consumi ma che per la BCE, vigilante sull’inflazione “all items” quindi comprensiva anche dell’energia, rappresenta invece una sconfitta sul suo (teoricamente) principale campo di battaglia, così come recita lo statuto, appunto il tasso inflazione.
E difatti ecco che tutti corrono ai ripari quantomeno a parole. Pronti all’intervento se è necessario, frase detta in un momento dove la Germania si trova in difficoltà ad imporsi dopo la nota vicenda “Dieselgate”.
Anche il capoeconomista della Bce, il belga Peter Praet, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano svizzero Neue Zurcher Zeitung, ribadisce la prontezza ad agire. Il presidente Draghi, ha affermato Praet “sta ripetendo ciò che abbiamo detto sin dall’inizio e cioè che il programma è flessibile e che può essere adattato se necessario”. Si va verso un’espansione del QE? “L’unica cosa importante da rimarcare – risponde il capoeconomista – è la nostra prontezza e decisione ad agire se necessario. Al momento sarebbe prematuro, ma i rischi nell’economia mondiale sono cresciuti in modo significativo. Abbiamo dovuto abbassare le nostre previsioni economiche e vogliamo semplicemente essere pronti ad agire se le circostanze lo richiederanno”. (Source)
Per una serie di motivazioni, quindi, gli analisti sono convinti che la BCE interverrà presto. In quale direzione? Tutti concordi sulle ipotesi che io, QUI , ho descritto come possibili. Quale sia quella che verrà prescelta non è certo facile. L’impatto maggiore potrebbe avercela un immediato aumento del QE Europeo oppure l’incremento del tipo di assets soggetti al QE. Ma è anche vero che IL GIAPPONE INSEGNA e alla lunga il QE non dà gli effetti sperati.
Intanto però il quadro del mercato è molto chiaro.
Ponete la vostra attenzione questo grafico. Qui troverete
a) Tasso Eonia
b) Tasso Euribor 3 mesi
c) Tasso inflazione All Items Eurozona
d) Liquidità in eccesso BCE
Lo scenario dei tassi è preoccupante. Quelli a breve sono negativi. Questo accade sia per l’Eonia che per l’Euribor a 3 mesi. E allo stesso tempo, come detto, il tasso inflazione è pure negativo. Fornire liquidità al mercato potrebbe servire a cambiare le cose? Psicologicamente può aiutare, soprattutto i mercati. Poi però, nella realtà, la trovate nel grafico. Guardate la linea verde. Non mi sembra di vedere una reale carenza di liquidità sul mercato. Quindi, la BCE può fare di tutto e di più ma se poi non si riesce a “trasferire” questi denari all’economia reale, lasciandoli alla finanza, otterremo perfettamente il quadro che ho previsto QUI . Giapponesizzazione.
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