CESI: crollo incredibile della CINA

30 Marzo 2020 10:27

Il Citigroup Economic Surprise Index collassa in tutto il mondo e in Cina più che altrove. Ma adesso che laggiù sembra tutto ripartito, la ripresa dello stesso è marginale. Siamo sicuri che da Pechino non ci stiano prendendo in giro?

Era plausibile aspettarsi un crollo dei dati economici cinesi. Normale dopo lo stop di Wuhan che ha inchiodato l’economia di Pechino per circa due mesi.
Il grafico del CESI in apertura vi illustra l’andamento dei dati macroeconomici cinesi confrontati con l’indice azionario di Shanghai. Mai visto un Citigroup Economic Surprise Index in area -240! E adesso che le cose stanno pian pianino tornando alla normalità, un pochino si è ripreso, ma parliamo di un rimbalzo minimo.
Se guardiamo gli altri indici CESI hanno già avuto una correzione importante ma di tipo “ordinario”.

Ma al momento è evidente che ancora non è arrivata la “mazzata” del Covid-19.
Ma i dati macro in questa fase potrebbero avere un’importanza relativa visto che sarà la curva dei contagi a comandare.

La cosa che sorprende è la mini ripresa del CESI cinese, un’inezia confrontata con il crollo. Un segnale chiaro che dovrebbe farci capire che sarà lunga ripartire e ricominciare con un’economia normale. Ma ci sarà mai un ritorno ad una normalità reale?

E poi sopratutto, vedendo anche il CESI, siamo SICURI che VERAMENTE la Cina e la regione di Wuhan sia ripartita? Io inizio ad avere dei seri dubbi.

Sono passati circa due mesi e mezzo da quando è cominciata l’epidemia di coronavirus (SARS-CoV-2) a Wuhan, la capitale della provincia cinese dello Hubei, e meno di un mese e mezzo da quando la Cina ha applicato imponenti misure di quarantena per rallentarne la diffusione, ancora più drastiche di quelle in vigore da questa settimana in Italia. Oggi i lavoratori di gran parte della Cina stanno tornando gradualmente al lavoro: ma far ripartire l’economia del paese si sta rivelando molto difficile, hanno spiegato in questi giorni alcuni approfondimenti del New York Times, del Wall Street Journal e del Financial Times. (…) [Source

I miei dubbi vengono abbastanza confermati da questo articolo. Anche perchè la Cina in passato, ci ha sempre abituati a notizie relative e spesso pilotate…

Che la Cina abbia mentito sui numeri di questa pandemia sembrano esserci ormai pochi dubbi. Quando la polmonite di Wuhan ha contagiato l’Occidente, i dati sui contagi e sulle vittime sono sembrati immediatamente difformi da quelli cinesi. Basti pensare che già oggi in Italia, mentre l’emergenza è tutt’altro che finita, si contano più morti e più infetti rispetto ai numeri ufficiali forniti da Pechino.

Ad alimentare ulteriori dubbi, in queste ore, c’è uno strano sovraffollamento delle case funerarie di Wuhan, riaperte lunedì 23 marzo dopo la quarantena assoluta. Il numero di cremazioni, di urne e di parenti chiamati a piangere i loro cari, non convince. E il quotidiano cinese Caixin, che riporta tutta la diffidenza degli stessi cittadini, pone pesanti domande su quante persone abbia ucciso realmente il Covid-19 da quelle parti. [Source]

Se così fosse, tutto diventa più relativo, non solo i dati sul contagio cinese ma anche sulla ipotetica ripartenza. E allo stesso tempo, si confermerebbe anche la difficoltà delle nostre curve di contagio nell’appiattirsi. La mia percezione è che sarà ancora lunga. Metà aprile? Mah, senza dubbio si allunga quantomeno a metà mese, sperando che per maggio la situazione tenda a normalizzarsi. Senza MAI abbassare la guardia perchè sennò si è punto e a capo.

Speriamo nella scienza, nella ricerca e nella medicina. E nel buon senso della gente.

STAY TUNED!

Danilo DT

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