FOMC: Nessun Rischio al Ribasso. Ma occhio a non fraintendere

Se fossimo su una nave in mezzo al mare, potremmo dire che la Fed ha issato la bandiera “attenzione, pericoli in vista”, e i segnali all’orizzonte non accennano a dissiparsi.
Chiaramente questa cosa non piace al nostro amico POTUS alias Donald Trump, ma al momento un po’ di indipendenza intellettuale è ancora permessa. E il FOMC ci dice cosa pensa…e non è proprio tutto oro quello che brilla.
Anzi, le ultime proiezioni dei membri dello stesso confermano una rotta che ci porta dritti verso una zona di “non ritorno” per quanto riguarda i rischi al ribasso. In altre parole, nessuno a Washington sembra credere che l’inflazione o la disoccupazione possano scendere nel prossimo futuro. Siamo di fronte a un persistente timore di stagflazione, un mix velenoso di prezzi in aumento e occupazione stagnante, una realtà che, purtroppo, è ben più di una semplice ipotesi.
Le ansie della Fed, come un’eco che si propaga, sono alimentate da fattori che si stanno dimostrando particolarmente ostici. Visto che via email ho ricevuto alcune richieste di chiarimento, voglio provare a fare una rapida sintesi che serve a me come ripasso e a voi, spero, come acquisizione di consapevolezza.
Il prezzo del petrolio, ad esempio, resta un nervo scoperto per l’economia globale. Anche se abbiamo assistito ad un vero ottovolante dei corsi sull’oro nero, le tensioni geopolitiche e le dinamiche di offerta e domanda continuano a renderlo volatile, con il rischio sempre presente di nuove impennate che si tradurrebbero in costi maggiori per le imprese e, inevitabilmente, per le nostre tasche.
Poi ci sono i dazi commerciali. Se ne parla da mesi, e le politiche commerciali restrittive, come quelle paventate e in parte già attuate dall’amministrazione statunitense, stanno creando non poche turbolenze. Un aumento dei dazi, infatti, non è solo una barriera al commercio, ma un vero e proprio “shock da stagflazione“, come lo definiscono alcune autorevoli analisi di mercato. Le importazioni diventano più costose, le imprese trasferiscono questi costi sui consumatori, l’inflazione sale. E non è tutto: la minore competitività e la conseguente contrazione degli scambi globali possono frenare la crescita economica e, di riflesso, l’occupazione. È un circolo vizioso che rischia di farci perdere slancio proprio quando ne avremmo più bisogno.
Infine, le restrizioni sull’immigrazione. Questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato, ma che ha un impatto profondo sull’offerta di lavoro e, di conseguenza, sui costi. Meno manodopera disponibile significa salari che, in alcuni settori, possono salire in modo significativo, contribuendo all’inflazione “da costi”. Inoltre, una minore flessibilità del mercato del lavoro può rallentare la capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti e, nel lungo periodo, influire negativamente sulla produttività e sulla crescita. Come avrete capito la politica trumpiana è per certi versi contrastante e controversa. Usciranno dei decreti “ad hoc”? Tutto è possibile, ormai abbiamo capito come tutto sia relativo.
Eccovi qui due slide illuminanti di come la vede il FOMC. Sia su inflazione e disoccupazione, a scanso di equivoci.

Di fronte a questo scenario, la Fed continua a procedere con cautela, in una modalità “wait and see” che, se da un lato dimostra prudenza, dall’altro rivela la complessità della situazione. Non c’è una soluzione semplice, e ogni mossa di politica monetaria o fiscale rischia di generare effetti collaterali indesiderati. Stringere la politica monetaria per frenare l’inflazione potrebbe soffocare la già fragile crescita economica e aumentare la disoccupazione. Stimolare l’economia per sostenere l’occupazione, al contrario, potrebbe alimentare ulteriormente la fiammata inflazionistica.
ECCO spiegato il grosso problema della STAGFLAZIONE. Non si sa che pesci pigliare.

In un contesto di stagflazione, le strategie di investimento devono tenerne in considerazione. La consapevolezza è la nostra arma più potente. E da veri professionisti (parlo per i consulenti) o navigati risparmiatori, dobbiamo interpretare al meglio il mercato ed essere pronti agli eventi, soprattutto a livello psicologicol
STAY TUNED!