Italia: occorre aumentare la competitività. Subito tagliare tasse sul lavoro ma anche cambiare mentalità

Pubblicato 1 Agosto 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 09:30

Proprio ieri vi ho parlato di produttività del lavoro e di margini aziendali. Purtroppo l’Italia non brilla sotto quest’aspetto. Nei brillanti post di Lampo avrete anche letto cosa occorrerebbe fare per tirarsi fuori dalla “melma”. E forse non basterebbe nemmeno.

Sempre nell’ambito del lavoro, il costo dello stesso è diventato insostenibile per le aziende.
Dalla Germania addirittura viene chiesto all’Italia di tagliare il costo del lavoro del 30% se il Bel paese vuol restare nell’UE, altrimenti meglio se esce dall’Euro. Questo perché ha dimostrato di NON essere competitivo.
Per fortuna sono voci isolate (B. Lucke, economista, Alternative für Deutschland).
Ovvio, si tratta di condizioni inacettabili per i dipendenti italiani. Occorre intervenire a livello fiscale per poter „sfiorare“ questi obiettivi che l’economista tedesco ha citato, con untaglio delle imposte sul lavoro. Non ci sono alternative

Però attenzione, occorre anche un cambiamento di mentalità.
E proprio su questo argomento ricevo l’email dell’amico Franco, il quale, parlandomi di suo figlio, dice delle grandi verità che meritano la massima attenzione.
Ecco il contenuto dell’email.

Ciao DT,

(…)

Mio figlio sta lavorando per una grossa multinazionale che si occupa di abbigliamento ed accessori. V., N.,W., T. ecc. (preferiamo , d’accordo con Franco, non regalare pubblicità a nessuno, ndr) Utilizzano dei sistemi informatici così complessi che alla fine risultano del tutto inefficienti. Gli errori che ne derivano sono però assorbiti dall’enorme ricarico che può essere applicato al prodotto grazie alla delocalizzazione.

Ora la domanda (retorica) è che ci si debba chiedere se la pigrizia ( o l’incapacità) di avere uomini che sappiano /vogliano risolvere problemi organizzativi è giusto che sia bypassata dalla facilità di applicare un ricarico che alla fin fine fa ottenere il risultato. Mi ricorda quando da studente andavo a leggere il risultato dell’espressione e poi la facevo quadrare. Andrebbe tutto bene se alla fine non ci andassero di mezzo le vite delle persone.

Mi sembra che ormai questa pratica si applichi dappertutto , dalla Politica al Finanziario, dove l’importante è il risultato finale applicato copia e incolla , indipendentemente dal fatto che il processo matematico sia corretto.

Non saremo certo tu ed io a cambiare il Mondo, ma se non altro lanciare un grido d’allarme potrebbe lasciare una traccia nel passato che magari servirebbe al futuro.

Anche la Storia comunque sta vivendo una sua bolla, che come tutte le bolle scoppierà. Questo periodo folle in cui la globalizzazione ha fatto la sua comparsa creando molti beni (per pochi) e tanti danni (per molti) prima o poi aprirà i suoi vasi comunicanti e le cose saranno rimesse a posto. Che ci vogliano 50 anni o 200 non è dato saperlo, ma son convinto che succederà

E come tutti temiamo , potrebbe non essere indolore.

Come potrei non essere d’accordo con te, caro Franco (Ottofranz)?

STAY TUNED!

DT

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