SELL OFF obbligazioni: le banche centrali ringraziano

7 Maggio 2015 09:39

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Continua la correzione del mondo obbligazionario. Ma sia ben chiaro, non si tratta di un problema “regionale” ma generale.
Le minacce di Bill Gross, ex PIMCO ora Janus Cap., sono suonate come una previsione apocalittica quanto mai azzecata.

Qualche settimana fa un gestore obbligazionario molto famoso, l’ex numero uno di Pimco, Bill Gross (soprannominato anche il “re dei bond”) aveva sentenziato: «Andare short (cioè speculare al ribasso, ndr) sui bund tedeschi è un’occasione che capita solo una volta nella vita». Un altro investitore di peso, Jeffrey Gundlach di Double Line Capital (fondo californiano che gestisce qualcosa come 63 miliardi di dollari), aveva espresso un’opinione simile. A giudicare da come si sono mossi i rendimenti dei titoli tedeschi recentemente sembra che una buona fetta del mercato abbia seguito il loro consiglio.(Source)

Shortare il bund era veramente un affare eccezionale. Ma siamo sinceri, il buon Bill in passato si è preso anche grandi cantonate, ed era evidente il fatto che il mercato obbligazionario era assurdamente caro. Qui su I&M ne parliamo un giorno si e l’altro anche.
Il problema era trovare le giuste motivazioni che facessero partire la correzione. Come ho spiegato nei post dei giorni scorsi, più che della Grecia i mercati, oggi, temono la fine anticipata del QE. Lo si capisce proprio dall’andamento del bund (che non è più bene rifugio) il quale si è preso degli schiaffoni mica da ridere.

Guardate questo simpatico grafico. E’ il rendimento del Bund a 10 anni. Ovviamente partivamo con dei rendimenti ridicoli, 0.075%. Oggi siamo allo 0.655% che percentualmente parlando significa un rally in due settimane pari al 775%.

Bund Yield super rally

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Ovviamente vuole essere una provocazione, mentre invece voglio mettere in chiaro un altro fattore importante. Ho letto che qualcuno spera in un intervento delle banche centrali a sostegno del mondo obbligazionario.
Sbagliato.

Se non lo avete capito, il mercato sta facendo il gioco delle banche centrali. La BCE come ben sapete, ha un programma di acquisti pauroso da 60 miliardi al mese (ora messo in dubbio dall’inflazione in aumento). Nelle ultime settimane il volume dei bond non più acquistabili (con “rendimento” inferiore al minimo previsto pari allo -0.20%) era salito a dismisura. Questa correzione delle obbligazioni dà alla BCE una grossa boccata d’ossigeno e maggiori spazi di operatività.

Come cambia la curva tassi del BUND acquistabile dalla BCE

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Sponda FED il discorso non cambia. Un T-note che perde prezzo rende più stabile il futuro mercato e soprattutto meno traumatico un eventuale aumento dei tassi di interesse.
Molto probabile una ripartenza nel breve ma fate attenzione, i focolai di rischio sono sempre tutti li, con il problema che se n’è aggiunto un altro: le elezioni in UK.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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