THE TRUMAN SHOW: bugie di Stato e solide realtà

16 Luglio 2025 11:41

Ma scusate, siamo sicuri che non siamo finiti tutti in un gigantesco THE TRUMAN SHOW? Ve la siete vista l’ultima perla di Donald Trump sull’inflazione americana?
“Consumer Prices LOW. Bring down the Fed Rate, NOW!!!”


Questo è quanto ha tuonato il presidente USA su Twitter, o X che dir si voglia. Sì, proprio così: il presidente ci rassicura che i prezzi sono “bassi”.
Bene, facciamo un piccolo “reality check”. Da quando la guerra dei dazi ha ripreso vigore,  il tasso inflazione negli Stati Uniti ha iniziato una traiettoria decisamente non gradita. In appena due mesi, siamo passati da un 2,3% a un 2,7%. La Casa Bianca, con un’audacia che rasenta il negazionismo, insiste nel dire che l’inflazione è sotto controllo e che la Federal Reserve dovrebbe correre a tagliare i tassi. Un taglio di ben tre punti percentuali, suggerisce Trump. Come se la realtà si piegasse ai desideri presidenziali. Oggi il mercato sconta due tagli da qui a fine anno.

CME FED Watch

A chi sostiene che l’aumento dei prezzi sia marginale, è doveroso far notare che questa inflazione si sta riaffacciando nonostante un fattore non trascurabile: molti beni sugli scaffali sono ancora quelli “accaparrati” prima che i dazi entrassero in pieno regime. E le aziende, nel tentativo di non strangolare i consumatori, stanno erodendo i propri margini, trasferendo solo parzialmente i maggiori costi. Qui, cari amici, quello che conta non è tanto il livello assoluto, quanto la direzione. E la direzione, come un missile intercontinentale, punta dritto verso l’alto, allontanandosi sempre più dal target del 2% della Fed.

INFLAZIONE, TASSO FED e LAVORO

Su base mensile, l’aumento è stato dello 0,3% contro lo 0,1% di maggio. L’inflazione core, depurata dalle componenti più volatili come energia e alimentari, è aumentata del 2,9% su base annua, rispettando anch’essa le previsioni. Ma è il dettaglio che fa la differenza, e in questo caso, sotto i riflettori sono finiti prodotti particolarmente sensibili alla “guerra commerciale” di Trump. Mobili e elettrodomestici hanno visto rincari mensili significativi, così come l’abbigliamento e persino i giocattoli. Benzina e generi alimentari hanno continuato la loro ascesa, e le pressioni sugli affitti non accennano a diminuire.

Nonostante tutto ciò, la portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha ribadito che i dati sono sui “binari giusti” e che chi “semina panico sulle tariffe che innalzano i prezzi” sbaglia. Un messaggio di ottimismo (o disinformazione?) che si scontra frontalmente con il parere di molti esperti.

Braccio di ferro TRUMP e FED continua

Il braccio di ferro tra Trump e il chairman della Fed, Jerome Powell, è un altro capitolo di questa saga. Trump accusa Powell di incompetenza e cattiva gestione, chiedendo a gran voce tagli immediati. La Banca Centrale, invece, ha indicato che le riduzioni del costo del denaro potrebbero arrivare quest’anno, forse da settembre, ma senza fretta, poiché il giudizio dipende dalla stabilità dei prezzi e dallo stato dell’occupazione. Sull’onda dei nuovi dati, un taglio al prossimo vertice di luglio appare, a dir poco, improbabile.

E sia BEN BEN CHIARO. Per me l’indipendenza della Fed è assolutamente cruciale. Ma a questo punto viene da chiedersi come l’omino biondo possa ancora aver credito nei confronti anche solo dei cactus sulla Route 66. Vi prego, se è un brutto sogno, svegliatemi.

STAY TUNED!

Danilo DT

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